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Meccatronica: le imprese reatine chiedono distretti, credito e università

22 June 2012

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Operare in sistemi distrettuali in cui le imprese possano integrarsi funzionalmente tra loro, ottenere maggiore attenzione dal sistema del credito ed interagire in maniera attiva con l’università ed il Parco scientifico e tecnologico.

Queste le esigenze delle aziende reatine del settore della “Meccatronica”, il comparto dell’economia locale a più elevato livello tecnologico all’interno delle quali la meccanica si integra all’elettronica, emerse dall’indagine condotta dall’Azienda speciale dell’ente camerale reatino “Centro Italia Rieti” con il supporto delle associazioni di categoria (che hanno sensibilizzato le aziende intervistate) sulla Piattaforma Innovazione di Dintec (società consortile tra Unioncamere ed Enea) nell’ambito di un progetto della Camera di Commercio di Rieti presentata oggi presso la sala conferenze dell’ente camerale. L’indagine, condotta su 21 aziende reatine del settore della Meccatronica, come precisato da Alessio Misuri di Dintec, “si è focalizzata sugli aspetti qualitativi più che su quelli qualitativi per comprendere le reali necessità delle imprese, le difficoltà incontrate nell’innovare, e questo ha permesso di comprendere come tra gli aspetti critici vi sia l’accesso ai finanziamenti ma anche sistemi organizzativi che danno poco spazio alla progettazione ed alla ricerca e sviluppo”.

Il presidente della Camera di Commercio di Rieti, Vincenzo Regnini, ha a questo proposito ribadito che “dall’indagine emerge la correttezza dell’impianto programmatorio dell’ente camerale reatino che ha scelto di intervenire direttamente nell’ambito del consorzio universitario Sabina Universitas e del Parco Scientifico e tecnologico dell’Alto Lazio, con un’attenzione particolare anche al credito ed ai sistemi tra imprese”. Il professor Archimede Forcellese, docente di Tecnologia meccanica presso l’Università di Ancona, ha ribadito l’importanza, per agevolare il trasferimento tecnologico e quindi la competitività delle imprese, di una sempre maggiore integrazione tra processo, prodotto e sistema di produzione. “Dall’indagine – ha detto Forcellese – è emerso come tra le azioni da intraprendere vi sia l’utilizzo della ‘concurrent engineering’ che consente un approccio alla progettazione integrata del prodotto, del processo produttivo e del sistema di produzione”. “Questo – ha spiegato - porta ad una riduzione del ‘time to market’ ossia del tempo che impiega un nuovo prodotto per giungere sul mercato e ad un’ottimizzazione del prodotto finale in termini di tempo e costi oltre che della produttività. Insomma bisogna che le aziende, quando progettano, non pensino solo alla funzionalità di un prodotto ma anche alla sua realizzazione”.

Tra gli altri suggerimenti rivolti alle aziende reatine in base alle necessità emerse, “l’implementazione di sistemi Erp (Enterprise Resource Planning) e quindi di sistemi di gestione che integrino tutti gli aspetti del business, comprese le vendite e gli approvvigionamenti, uno sforzo verso un incremento delle tecnologie di controllo numerico computerizzato e distribuito, lo sviluppo di metodologie di supply chain management (gestione della catena di fornitura) per massimizzare il servizio al cliente ottimizzando costi e capitale, l’investimento di tecniche di visione artificiale, ed una maggiore interazione con centri di ricerca e università”.

Il Cd con i dati completi dell’indagine ed i confronti con gli scenari regionale e nazionale sono disponibili presso la Camera di Commercio di Rieti rivolgendosi all’Ufficio Segreteria.

L’Ufficio Stampa