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Credito: Imprese, Banche e Consorzi Fidi dalla contrapposizione al confronto

21 June 2012

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“Gli imprenditori della provincia di Rieti stanno facendo salti mortali per uscire dalla crisi e stanno con difficoltà adeguandosi a Basilea 2 ed alle richieste da parte del sistema creditizio, ma solo se le banche faranno un deciso passo verso il mondo imprenditoriale si potrà programmare insieme una vera ripresa. Per questo auspico che l’Osservatorio prefettizio sul credito sia il luogo in cui questo incontro costruttivo tra banche, imprese, Consorzi fidi e Cooperative artigiane di garanzia possa concretizzarsi”.

E’ quanto dichiarato dal presidente della Camera di Commercio di Rieti, Vincenzo Regnini, in occasione della presentazione - presso l’Aula Magna della Sabina Universitas di Rieti nel corso di un incontro presieduto da Sua Eccellenza il Prefetto di Rieti, Chiara Marolla - dei risultati dell’indagine condotta, nell’ambito dell’Osservatorio Provinciale del Credito coordinato dalla Prefettura di Rieti, sull’impatto sulle Pmi e sull’economia reale del Reatino della crisi finanziaria.

Dallo studio realizzato dall’Ente Camerale reatino in collaborazione con la Provincia di Rieti, le Associazioni di Categoria ed il Consorzio Camerale per il Credito e Finanza e coordinato operativamente dall’Azienda Speciale camerale “Centro Italia Rieti” che ha curato la raccolta ed elaborazione dei dati attraverso la somministrazione di questionari a circa 700 imprese della provincia, sono emerse informazioni molto eloquenti sul rapporto che il mondo imprenditoriale ha con quello del credito. Un mondo del credito rappresentato nel corso dell’incontro da Mario Fiumara, direttore regionale Abi Lazio e presidente della Commissione regionale Abi Lazio.

“Abbiamo coinvolto nella ricerca un campione di imprese estremamente significativo a livello statistico – ha spiegato Regnini – che ci ha permesso di analizzare in maniera puntuale dall’ottica delle piccole e medie imprese i risultati della crisi in tema di credito, con importanti contributi forniti nella redazione dei questionari anche da parte delle associazioni di categoria, delle istituzioni e delle forze dell’ordine che hanno un contatto diretto e continuo con il mondo imprenditoriale locale. Lo studio del campione, che è stato ulteriormente selezionato in modo da analizzare uno spaccato quanto più aderente alla realtà delle oltre 13mila 300 imprese attive nel Reatino, ha permesso di rilevare un pericolosissimo peggioramento, rilevato dal 61% del campione, del rapporto tra le imprese e le banche. In particolare si è registrata una carenza di pianificazione e di competenze gestionali specifiche che hanno comportato riflessi negativi sull’attribuzione del rating penalizzando di conseguenza il rapporto con la banca. Insomma un “cane che si morde la coda ma non sa che la coda è sua””.

L’indagine ha evidenziato un’imprenditoria reatina in molti casi “do it yourself”, in italiano “fai da te”, non più al passo con i tempi e che forse deve ancora comprendere il vero spirito di Basilea 2, sintetizzabile nel termine anglofono “strategy implementation” (strategia dell’implementazione), cioè capacità ad attuare e gestire il cambiamento.

Al di là della non approfondita conoscenza di Basilea 2, le imprese si sono quindi limitate a subirne gli effetti negativi in termini di irrigidimento nei rapporti con le banche. Un’imprenditoria che solo nel 27% dei casi ha rinegoziato i tassi con la propria banca.
“Una percentuale così bassa di rinegoziazione delle condizioni pur a fronte della positiva discesa del tasso Euribor 3m sceso intorno allo 0,72% – ha illustrato Regnini - è sicuramente un segnale dello scarso potere contrattuale delle aziende nei confronti delle banche che hanno invece progressivamente aumentato lo “spread” fino a raggiungere livelli veramente penalizzanti che vengono a vanificare, per le imprese, il beneficio di un basso tasso di interesse”.

Tutto questo senza considerare il costante allontanamento delle banche dal territorio. A causa di una drastica riduzione del personale ed alla luce delle recenti fusioni, le banche hanno infatti gradatamente perso il contatto con le realtà locali e, quel che è più grave, hanno ridotto il tempo da dedicare alle singole imprese (in particolar modo le micro-piccole, che sono la maggioranza in provincia di Rieti).
Infine l’indagine ha cercato di far emergere informazioni sulla diffusione del fenomeno dell’usura tra le imprese reatine.

“Abbiamo chiesto alle imprese se è stato proposto o concesso loro un finanziamento a tassi superiori a quelli applicati dal sistema bancario – ha spiegato Regnini – ed il 12% degli intervistati ha risposto affermativamente. A questo si aggiunge che il 35% delle imprese ha rifiutato di rispondere alla domanda e questo è un ulteriore segnale di allarme. Il pesante condizionamento psicologico che l’usura comporta, rappresenta infatti una forte remora a denunciare il fenomeno per paura di ritorsioni o quel che è peggio, per paura di non poter più ricorrere a canali “alternativi” in presenza di un forte stato di bisogno”.

In conclusione, Regnini ha dichiarato che “secondo il detto “Se la montagna non va da Maometto, allora Maometto deve andare alla montagna”, si deve avviare una concreta azione di sostegno alle imprese, con il coinvolgimento dei Consorzi fidi (cui ricorre il 54% degli intervistati) i quali devono essere “reinventati” cioè indirizzati ad una maggiore attività consulenziale; ma per questo occorre una formazione specialistica incentrata sul “risk management”.In questo contesto si rende allora necessaria un’azione incisiva in grado di coinvolgere tutti gli attori del mercato: sistema bancario, mondo imprenditoriale, mondo dei confidi, sistema camerale, promuovendo la realizzazione di un “prime help point” per le problematiche aziendali. Infatti, nonostante le serie difficoltà, gli imprenditori stanno dimostrando di voler governare la crisi e di pensare al futuro, facendo scelte che mirano a miglioramenti organizzativi e qualitativi”.

Il presidente della Camera di Commercio di Rieti ha infine auspicato che il modello di intermediazione del credito, soprattutto in una fase di crisi come quella attuale, non sia vincolato sempre di più alla presenza di garanzie ma inizi a prendere in debita considerazione la valutazione del business aziendale dedicando maggior attenzione ai report (attivita’ di budgeting e controllo di gestione), cui alcune aziende stanno già ricorrendo.

“In tale prospettiva si muove l’impegno della Camera di Commercio di Rieti – ha concluso - che vuole richiamare alla memoria la Teoria dello Sviluppo Economico (elaborata nel 1912 dall’economista Schumpeter Joseph Alois, ministro delle Finanze del Governo Austro-Ungarico) con la quale si sostiene che “lo sviluppo economico dipende dalle capacità imprenditoriali che rendono possibile il profitto il quale, a sua volta, consente il pagamento degli interessi sui prestiti ricevuti dalle Banche. Queste ultime, concedendo il credito, mettono a disposizione i capitali per sviluppare le capacità imprenditoriali”.Questo circolo virtuoso non potrà che consentire lo sviluppo delle imprese e, specularmente, quello delle banche”.
Al termine della presentazione, il Prefetto di Rieti Chiara Marolla, annunciando che “i dati dell’indagine verranno portati all’attenzione dell’Osservatorio provinciale sul credito in programma la settimana prossima e dell’Osservatorio regionale”, ha animato il dibattito tra i presenti, raccogliendo le numerose sollecitazioni provenienti dalle associazioni di categoria, dalle istituzioni presenti e dai rappresentanti delle forze dell’ordine. Significativi interventi e contributi al dibattito sono stati offerti dal Comandante della Guardia di Finanza di Rieti, Vincenzo Tedeschi, dalla direttrice della Cna di Rieti, Enza Bufacchi, dal direttore della Federlazio di Rieti, Antonio Zanetti, dal membro di giunta camerale Giovanni Bernardinetti, dall’imprenditore Roberto Fallerini, dal presidente provinciale dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili Pierluigi Coccia, dall’assessore alle Attività produttive del Comune di Rieti, Antonio Perelli.

“Da quanto emerso – ha dichiarato il Prefetto Chiara Marolla – risulta necessario puntare sulla formazione alle imprese in tema di credito, e ritengo che questo aspetto debba essere coordinato dalla Camera di Commercio di Rieti. Inoltre il ruolo dei Confidi va sicuramente incentivato, mentre risulta fondamentale che banche ed imprese crescano insieme in maniera costruttiva con una visione di partenariato e non di forte contrapposizione come invece emerso nel corso del dibattito”.

L’Ufficio Stampa