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Lettera aperta Presidente Regnini

I segretari regionali e provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno tenuto presso la Camera di Commercio di Rieti una conferenza stampa sulla crisi economica e sul riordino istituzionale che ho apprezzato particolarmente in quanto vi ho letto un intento propositivo e l’espressione di una volontà inclusiva in merito a quanto intendiamo come valorizzazione e rilancio di questo territorio.
Un territorio ove l’entità Provinciale viene considerata elemento di aggregazione, concetto che anche questa Camera di Commercio ha recentemente ribadito nel corso dell’ultimo consiglio dell’Ente, durante il quale è stato stilato un ordine del giorno approvato all’unanimità in cui si è voluta sottolineare – in merito all’ipotesi ventilata del taglio della Provincia reatina - l’importanza strategica della dimensione provinciale per l’economia del territorio reatino e non solo la difesa di una identità.

Come Camera di Commercio siamo per una rivisitazione dell’intero impianto istituzionale in uno scenario regionale all’insegna di una maggiore efficienza e di minori costi che gravano su chi fa impresa. Un riordino che deve necessariamente passare per un’analisi dei territori che tenga conto delle rispettive specificità, di una maglia di Comuni che vivono difficoltà sempre maggiori e che, per quanto riguarda il Lazio, deve prendere in dovuta considerazione le ripercussioni del decollo dell’area metropolitana romana, così come stabilito dalla nostra Costituzione. Tale rivisitazione istituzionale deve necessariamente prevedere una presenza armonica sul territorio regionale dell’area metropolitana, della Regione e dei rimanenti territori del Lazio e non assolutamente ipotizzare la nascita di una Regione residuale rispetto all’area metropolitana romana.
Un’operazione di tale portata non può certo essere liquidata con meri travasi di Comuni o dei rispettivi abitanti in un’area piuttosto che in un’altra, ma al contrario erogando servizi sui rispettivi territori da promuovere e creando opportunità occupazionali. Per questo riteniamo non indifferente che ad interpretare queste esigenze vi siano uomini direttamente espressi dal territorio, in grado di riportare - nel contesto della Giunta regionale - tali sensibilità e per questo prendiamo nettamente posizione affinché nell’ambito della Giunta Polverini continui a sedere, e non certo per difesa campanilistica, un uomo espressione del territorio reatino.

Voglio citare Luigi Einaudi, uno dei padri della Repubblica Italiana, secondo presidente della Repubblica, oltre che economista ed intellettuale di fama mondiale: “Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. E' la vocazione naturale che li spinge: non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi".
Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra progettualità che puntano sulla valorizzazione delle bellezze ambientali, culturali, e della notevole dotazione infrastrutturale sportiva, ma questo non deve rappresentare l’unica risposta alla crisi del settore manifatturiero.

E’ necessario che nascano anche opportunità nel mondo dell’industria. Iniziative come il recupero delle ex aree industriali di Rieti vanno in questa direzione, e contemplano una fase di bonifica del territorio, il ridisegno di un Comune capoluogo che diventa magnete per nuovi investitori e per nuovi posti di lavoro. Questo percorso deve però poter contare su un’amministrazione in grado di rispondere in maniera legalmente corretta e con tempistiche celeri.
Mi riferisco anche alla questione del Polo della Logistica che per ubicazione molti continuano a chiamare di Passo Corese ma che forse sarebbe più corretto chiamare di Rieti per la sua eccezionale portata che va ben oltre i meri confini provinciali: non ci si può svegliare dopo dieci anni per rimettere in discussione la fattibilità del progetto. Massimo rispetto per gli eventuali giacimenti culturali che la vigente e certamente ridondante legislazione tutela adeguatamente senza che pseudo paladini dei beni archeologici divengano protagonisti di incommensurabili danni allo sviluppo locale. Ricordiamoci che la logistica è un settore con una buona prospettiva funzionale e di conseguenza occupazionale; non sfugga ad alcuno che la competizione tra i territori è sempre in agguato e che la nostra provincia non può permettersi il lusso di far vincere le logiche dei veti e delle interdizioni che ne aumentano il divario con le altre aree del Paese.

Quello che Camera di Commercio vuol affermare con decisione è che non possiamo far vincere “gli imbalsamatori” così come fin ad oggi è avvenuto per esempio nel caso dei progetti di rilancio del Monte Terminillo; in quel caso gli antagonisti si nascondevano dietro “i faggi” qui lo schermo è costituito da ipotetici “cocci e resti di antiche vestigia”.
In realtà queste sono operazioni che permetterebbero di ricreare interessanti opportunità economico-occupazionali sia con l’indotto diretto che indiretto, con un’iniezione di fiducia di cui abbiamo estremamente bisogno.
L’appello va alla classe dirigente di questa bella terra dalla grande tradizione storica ed alla leadership dell’intera Regione Lazio che in maniera coesa sappia alimentare iniziative indispensabili per uscire dal fondo dell’attuale crisi economica creando le direttrici per assicurare un futuro occupazionale e reddituale alle generazioni che verranno.

Vincenzo Regnini
Presidente della Camera di Commercio di Rieti

 

Data di pubblicazione: 21/06/2010 09:38
Data di aggiornamento: 21/06/2012 09:39