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Ribadito il ruolo insostituibile del Sistema Camerale per la crescita delle economie territoriali

Una delegazione composta da numerosi rappresentanti del consiglio e della giunta della Camera di Commercio di Rieti ha partecipato alla prima Assise degli amministratori camerali che si è svolta a Roma alla presenza, tra gli altri, del presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, e del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Un incontro durante il quale è stato anche presentato il Rapporto sulle Pmi e le economie locali di Unioncamere ed Istituto Tagliacarne che ha evidenziato che le imprese italiane indicano in infrastrutture, servizi reali e personale adeguatamente formato le leve indispensabili per contrastare la concorrenza, competere sul mercato e dar corpo alla ripresa.

“Dardanello ha sottolineato come particolarmente grave, rispetto agli altri paesi avanzati, resti il nostro ritardo infrastrutturale – ha riportato il presidente della Camera di Commercio di Rieti, Vincenzo Regnini – ed ha ricordato che le Camere di commercio hanno attivato osservatori per testare i fabbisogni infrastrutturali delle imprese. Questi servizi possono infatti rappresentare una piattaforma di informazioni utili alla definizione, sui territori, di efficaci politiche per la logistica. Con ricadute positive anche sull’occupazione”.

Di rilievo anche l’intervento del Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha sottolineato che “il sistema camerale svolge una funzione insostituibile per la crescita delle economie territoriali. E’ una rete tra imprese che sostanzia il concetto di sussidiarietà, cioè riducendo la presenza invasiva dello Stato, sia come regole che come strutture, e riconosce alle imprese singole associate in rete tra loro la capacità di determinare nuovi livelli produttivi”. “Sacconi – ha aggiunto Regnini – ha anche evidenziato il ruolo di importante partner tecnologico rappresentato dalle Camere di Commercio in merito al funzionamento degli sportelli unici”.

“Un percorso, quello disegnato ieri nel corso dell’Assise – ha concluso Regnini – in perfetta coerenza con quanto sta realizzando la Camera di Commercio di Rieti in termini di costruzione di reti di imprese e sulla volontà dell’Ente di rappresentare sempre più uno snodo importante di queste politiche a livello territoriale”.

Nel corso dell’assise si è svolto anche un interessante dibattito sul Made in Italy alla presenza, tra gli altri, dell’imprenditore e deputato Santo Versace, della senatrice Anna Rita Fioroni, dell’ex presidente di Unioncamere e presidente della Fondazione Giannino Bassetti, Piero Bassetti, del fondatore e presidente onorario di Slow Food Carlo Petrini.

Da segnalare, infine, alcuni passaggi dell’intervento di Dardanello in merito alla finanziaria ed al ruolo delle Camere di Commercio: “La manovra varata dal Governo – necessaria quanto condivisibile - non chiede risorse alle imprese. Ma promette semplificazione, minor carico burocratico, lotta all’evasione. Il passo successivo dovrà essere il rilancio dei consumi, alleggerendo le tasse su famiglie e lavoro. E il superamento dell’Irap. Auguriamo al Ministro Tremonti che la sua linea del Piave tenga. Una cosa però è certa: dentro questa linea le Camere di commercio non ci dovrebbero stare. Non disponiamo, infatti, di alcun trasferimento da parte dello Stato e le nostre attività si svolgono in un quadro di totale autofinanziamento da parte delle imprese. Nell’esercizio di quell’autonomia funzionale che ci riconosce la legge. Sulla base di questa autonomia, dal 1993, ogni anno perseguiamo obiettivi di efficienza, generando risparmi che restituiamo alle imprese. Sul credito, sostenendo 600mila imprese attraverso il sistema dei Confidi. Sull’internazionalizzazione, dove abbiamo ridotto del 30% gli interventi mantenendo però gli stessi risultati. Senza contare che abbiamo preso l’impegno – mantenendolo! – di pagare i nostri fornitori entro 25 giorni. E’ dunque fondamentale lasciarci liberi di decidere come e dove intervenire per fare ancora più efficienza. Perché nessuno, meglio delle imprese stesse, può sapere come impiegare le proprie risorse. In tutti questi anni, le Camere di commercio hanno dimostrato di saper fare. E bene. Penso a cosa eravamo quando siamo partiti. E dove siamo ora. Penso ai porti e agli aeroporti che abbiamo contribuito a realizzare e sviluppare. Alle migliaia di imprese che non sarebbero nate e cresciute se le Camere di commercio non le avessero affiancate nella formazione, nell’innovazione, nei percorsi della qualità, nella promozione dei loro prodotti in Italia e all’estero. Penso ad un Paese con sei milioni di imprese, dove con una chiavetta elettronica si possono firmare documenti stando comodamente nel proprio ufficio. E da lì effettuare adempimenti che solo pochi anni fa richiedevano ore di file e costosi spostamenti. Penso ad una Pubblica Amministrazione amica delle imprese. E credo che solo una istituzione guidata dai rappresentanti delle imprese stesse, possa capire in profondità le esigenze di chi si misura tutti i giorni con il mercato, i fatturati, i costi, le crisi. E, nonostante le difficoltà, conserva la voglia di andare avanti. Con lo stesso entusiasmo noi, amministratori delle Camere di commercio italiane, affrontiamo le nuove sfide”.

L’Ufficio Stampa

 

Data di pubblicazione: 25/06/2010 09:33
Data di aggiornamento: 21/06/2012 09:35