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Excelsior; previsioni occupazione, nel reatino in calo del 2,1%

Sono 320 i posti di lavoro in meno (saldo tra assunzioni e licenziamenti) previsti in provincia di Rieti per il 2010 pari ad un tasso di crescita negativo pari a -2,1% a fronte del -0,9% registrato in media nel Lazio ed al -1,5% rilevato a livello nazionale.

Questo il quadro dell’occupazione prevista dalle imprese con dipendenti interpellate nell’ambito del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro.
I risultati dell’indagine mostrano anche come questa delicata fase di passaggio della nostra economia sia vissuta e percepita in maniera diversa tanto a livello di dimensione di impresa (i segnali migliori provengono dalle aziende medie, mentre le micro-imprese con meno di 10 dipendenti prevedono di ridurre ulteriormente il proprio personale), quanto a livello territoriale, con il Mezzogiorno che dovrebbe registrare anche nel 2010 un saldo negativo più alto delle altre macro-ripartizioni del Paese.
A livello nazionale sono 20mila le assunzioni previste nel 2010, grazie all’aumento delle entrate (802mila) e al rallentamento delle uscite di personale (980.500 contro le oltre 994mila del 2009). Il saldo però resta negativo di –178mila unità, pari al –1,5% dell’occupazione prevista per quest’anno. E visto che le imprese, soprattutto di dimensione media, ed in particolar modo quelle più innovative o vocate all’export, annusano la ripresa e cercano di accrescere la propria competitività, il mercato del lavoro riprende (e richiede) dinamicità e flessibilità: crescono infatti del 10%, portandosi al 42,3% del totale, i contratti a tempo determinato, aumenta la richiesta di personale tecnico altamente qualificato e torna a salire anche la domanda di operai, indispensabili al funzionamento della macchina produttiva, mentre si riducono le opportunità per il personale impiegatizio.

“Il sistema produttivo reatino purtroppo nonostante gli sforzi di riposizionamento sta scontando ancora gli effetti della coda della crisi. – ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Rieti, Vincenzo Regnini – Si tratta di un fenomeno che avevamo previsto già diversi mesi fa e che sta portando proprio nel 2010 ad un aggravamento della situazione occupazionale in tutta la provincia”.

Rallenta il processo di riduzione del personale
Sebbene il bilancio occupazionale previsto da Excelsior per il 2010 si mantenga con il segno meno, rispetto alle previsioni formulate lo scorso anno si osserva non solo una attenuazione del saldo previsto (che nel 2009 era stato di -213 mila unità in valore assoluto e del -1,9% in termini relativi), ma soprattutto una diversa dinamica dei movimenti: in aumento le assunzioni (da 781.600 passano a 802.160, pari al +2,6%), in calo le uscite (da 994.390 a 980.550 con una riduzione del -1,4%). Da tenere presente inoltre che la quota di assunzioni non stagionali aumenta del +5,4%, passando dalle 523.600 circa previste nel 2009, a quasi 552mila attese nel 2010.

Movimenti occupazionali previsti nel 2010, per classe dimensionale
Valori assoluti e variazioni 2009-2010
Entrate Uscite Saldo Entrate Uscite Saldo
Valori assoluti Assoluto % Variaz. % 2009-10 Diff. ass. 2009-10
Totale 802.160 980.550 -178.390 -1,5 2,6 -1,4 34.400

1-9 dipendenti 324.900 409.740 -84.840 -2,6 -1,1 2,0 -11.740
10-49 dipendenti 178.060 220.080 -42.020 -1,5 14,6 6,0 10.300
50-249 dipendenti 116.330 137.730 -21.400 -1,0 8,1 -7,5 19.920
250-499 dipendenti 38.650 46.690 -8.040 -1,2 -4,8 -16,1 6.970
500 dipendenti e oltre 144.210 166.320 -22.100 -0,9 -3,5 -7,9 8.940

Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2010

 

Contratti: cresce del 10% il tempo determinato
Come avviene di solito nelle fasi di ripresa del ciclo economico, spesso lente e incerte, le imprese mostrano cautela nel procedere a nuove assunzioni, privilegiando, per l’inserimento di nuove risorse in azienda e per fronteggiare la ripresa produttiva, i rapporti di lavoro flessibili.
Questa cautela spiega ampiamente la consistente ripresa prevista per quest’anno, dopo il sensibile calo registrato nel 2008-2009, dei contratti a tempo determinato (+10%) che dovrebbero concentrare il 42,3% delle assunzioni non stagionali del 2010. Il maggiore aumento delle entrate con contratto a tempo determinato riguarda le assunzioni finalizzate a “provare” le capacità lavorative dei nuovi assunti.
Tra i contratti non stagionali, crescono del 30% quelli a part-time (a tempo sia indeterminato che determinato). Nel complesso, la domanda di lavoratori a part-time raggiunge il 25,5% del totale, guadagnando così quasi 5 punti rispetto al 2009.
Nell’anno in corso, inoltre, si dovrebbero inoltre ridurre del 3% le assunzioni stagionali.

 

Assunzioni non stagionali previste dalle imprese, per tipo di contratto
Anni 2002-2010
Totale
assunzioni
non stagionali
(v.a.)* Tipo di contratto (valori %)
Tempo
indeterminato Tempo
determinato (1) Appren-
distato
Contratto di
inserimento
Altri
contratti

2002 685.890 58,0 33,0 7,4 (2) 1,6
2003 672.470 56,5 32,8 9,3 (2) 1,4
2004 673.760 58,4 29,2 8,1 3,0 1,3
2005 647.740 50,0 37,8 9,1 (3) 3,2
2006 695.770 46,3 41,1 9,6 1,8 1,2
2007 839.460 45,4 42,6 9,6 1,6 0,9
2008 827.890 47,4 42,6 8,0 1,6 0,5
2009 523.620 48,1 40,6 9,0 1,6 0,8
2010 551.950 46,3 42,3 8,1 2,2 1,1
*Valori assoluti arrotondati alle decine.
(1) Fino al 2003 la quota dei contratti a tempo determinato comprende anche il contrattto formazione-lavoro (CFL)
(2) Modalità non esistente fino al 2003 (ha sostituito dal 2004 il CFL)
(3) Nel 2005 il contratto di inserimento non era esplicitato

Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2002-2010

 

Sempre più high skill per agganciare la ripresa
Se le imprese sono caute nel preventivare un allargamento del personale, lo sono molto meno nel procedere alla propria ristrutturazione interna in un’ottica di recupero della competitività attraverso l’integrazione di figure professionali qualificate. Questa tendenza, evidente già da alcuni anni, sembra continuare nel 2010: il 23% delle 552mila assunzioni non stagionali previste dalle imprese dovrebbe infatti riguardare il grande gruppo professionale dei tecnici, impiegati con elevata specializzazione e dirigenti, e, che in questo modo, rispetto al 2009, avanzano di ulteriori 1,4 punti percentuali sul totale, per complessive 127mila unità; in calo di 2,7 punti percentuali sono invece le figure intermedie di impiegati, professioni commerciali e dei servizi, che dovrebbero rappresentare nel 2010 il 33,9% del totale delle assunzioni non stagionali per complessive 187mila unità; in aumento di oltre un punto percentuale, dopo la flessione subito lo scorso anno, la domanda di operai, che dovrebbe assorbire il 30,1% delle assunzioni non stagionali, pari a 166mila unità; in lieve aumento (dal 13,1% al 12,9%) la domanda di personale non qualificato, di cui sono richieste quest’anno 72mila unità.

Il paradosso italiano: nel 2010 saranno 147mila le assunzioni “difficili” ma…
E proprio questo percorso di innalzamento professionale delle risorse umane, intrapreso con decisione dalle imprese, fa risaltare il grande problema del disallineamento qualitativo tra domanda e offerta di lavoro: per oltre 147mila assunzioni messe in programma, le imprese segnalano serie difficoltà di reperimento, pari quest’anno al 26,7% delle entrate programmate, 6,2 punti percentuali in più del 2009. Non a caso le difficoltà di reperimento, per il ridotto numero di candidati o per la loro inadeguata preparazione, è massimo (48%) per i Dirigenti (richiesti comunque in numero contenuto), poco inferiore per le professioni intellettuali, scientifiche e ad elevata specializzazione (35,5%) e per gli Operai specializzati (35,2%), mentre si riduce progressivamente per le altre famiglie professionali.
Tra le professioni high skill per le quali le imprese segnalano le maggiori difficoltà di reperimento, la prima posizione è riservata agli Addetti al marketing (1.300 quelli richiesti, la metà dei quali “introvabili), gli Infermieri (4.500 assunzioni previste, di cui 49,9% difficili), e Farmacisti (oltre 1.200 le richieste ma per 45,8% ci sarebbero difficoltà di reperimento), gli Sviluppatori di software (2.310, 41,6%), i Venditori tecnici e gli Agenti di vendita (entrambi ricercati in oltre mille unità, con una difficoltà di reperimento del 40,8%).

Le figure high skill con almeno 1.000 assunzioni previste più difficili da reperire per tipo, numerosità, regione
Valori assoluti arrotondati alle decine
Figura Assunzioni
totali
previste Assunzioni difficili
da reperire % assunzioni
previste a
tempo
indeterminato Regione con maggiori
difficoltà di
reperimento e numero
di assunzioni "difficili"

N° %

Addetto marketing 1.320 660 50,0% 69,3% Toscana (212)
Infermiere 4.520 2.250 49,9% 56,9% Lombardia (578)
Farmacista 1.240 570 45,8% 49,6% Veneto (190)
Sviluppatore software 2.310 960 41,6% 64,3% Lombardia (238)
Venditore tecnico 1.030 420 40,8% 79,3% Lombardia (186)
Agente di vendita 1.030 420 40,8% 66,4% Sicilia (125)
Addetto logistica 1.290 500 38,4% 62,0% Lombardia (154)
Disegnatore tecnico cad-cam 1.170 410 34,6% 58,4% Emilia Romagna (147)
Tecnico informatico ass. clienti 1.289 422 32,7% 69,9% Calabria (98)
Educatore professionale 3.950 1.215 30,8% 33,2% Piemonte (200)

Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2010

 

… “porte aperte” ai giovani e alle donne
L’innalzamento del profilo delle risorse umane, previsto per quest’anno, si accompagna a una “apertura” consistente, da parte delle imprese, al mondo dei giovani, soprattutto dei diplomati. La disponibilità ad assumere giovani in uscita dal sistema formativo riguarda infatti il 54,7% delle assunzioni totali programmate nel 2010, ed è più elevata per i neo-diplomati (57,1%) che per i neo-laureati (51,8%).

Assunzioni non stagionali previste dalle imprese per livello di istruzione
Anni 2004-2010. Valori assoluti e in %
Totale
assunz.
non stagionali Livello di istruzione segnalato Livello di istruzione segnalato
universi-
tario secondario
post-second. qualifica
profes-
sionale scuola
dell'obbligo universi-
tario secondario
post second. qualifica
profes-
sionale scuola
dell'obbli-go

Valori assoluti* Composizione % per livello di istruzione
2004 673.760 56.430 198.740 142.490 276.100 8,4 29,5 21,1 41,0
2005 647.740 56.910 217.610 130.390 242.830 8,8 33,6 20,1 37,5
2006 695.770 59.400 235.600 133.440 267.330 8,5 33,9 19,2 38,4
2007 839.460 75.330 293.050 147.300 323.780 9,0 34,9 17,5 38,6
2008 827.890 88.000 335.280 120.440 284.170 10,6 40,5 14,5 34,3
2009 523.620 62.460 221.830 80.070 159.260 11,9 42,4 15,3 30,4
2010 551.950 68.870 242.290 64.990 175.800 12,5 43,9 11,8 31,9

Variazioni % Differenze (punti %)
2004-05 -3,9 0,9 9,5 -8,5 -12,0 0,4 4,1 -1,0 -3,5
2005-06 7,4 4,4 8,3 2,3 10,1 -0,2 0,3 -1,0 0,9
2006-07 20,7 26,8 24,4 10,4 21,1 0,4 1,0 -1,6 0,1
2007-08 -1,4 16,8 14,4 -18,2 -12,2 1,7 5,6 -3,0 -4,2
2008-09 -36,8 -29,0 -33,8 -33,5 -44,0 1,3 1,9 0,7 -3,9
2009-10 5,4 10,3 9,2 -18,8 10,4 0,5 1,5 -3,5 1,4
2004-10 -18,1 22,0 21,9 -54,4 -36,3 4,1 14,4 -9,4 -9,1

*Valori assoluti arrotondati alle decine. (livelli di istruzione segnalati) e alle centinaia (livelli formativi equivalenti)
(1) Scuola dell'obbligo prevista dalla normativa in vigore fino all'anno scolastico 2009-2010

Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2004-2010

 

Excelsior 2010 porta con sé anche un’ulteriore novità: prosegue infatti anche quest’anno il processo di pari opportunità tra uomini e donne all’interno del mercato del lavoro privato.. Raggiunge infatti il 48,5% (dal 41,7% del 2009) la quota di assunzioni per le quali le imprese ritengono indifferente il genere. Ciò vale in particolar modo per i servizi, dove la quota di “indifferenza” al genere dichiarata dalle imprese raggiunge il 60,1% delle assunzioni (era 52,6% nel 2009) mentre è molto più contenuta nell’industria (27,76% nel 2010 contro il 21% del 2009).

Torna a crescere la domanda di immigrati
La maggior richiesta di personale operaio, unita anche alla crescita delle assunzioni con contratto a termine, dovrebbero coincidere anche con un aumento di oltre 2 punti percentuali delle assunzioni di immigrati, che potrebbero arrivare a costituire il 22,6% del totale delle nuove entrate (comprese le assunzioni stagionali) contro il 20,3% previsto lo scorso anno. Quest’anno, inoltre, l’incremento maggiore nella richiesta di personale immigrato riguarda l’industria, trainata soprattutto da un aumento relativo molto consistente proveniente dal mondo delle costruzioni.

85mila lavoratori in meno nelle micro-imprese, di cui oltre40mila in quelle artigiane
Che la ripresa non abbia ancora raggiunto tutte le dimensioni di impresa ma che sia fortemente guidata dalle esportatrici e dalle aziende più innovative emerge dalla lettura delle previsioni di assunzione. Dal miglioramento generalizzato dei saldi tra assunzioni ed uscite sono infatti escluse le micro-imprese con meno di 10 dipendenti (pari a oltre l’82% delle imprese totali dell’universo Excelsior), più legate ad un mercato interno che resta debole. Queste imprese nel 2010 dovrebbero ridurre del 2,5% (contro il -2,2% previsto nel 2009) la propria base occupazionale, “tagliando” di circa 85mila unità i propri dipendenti. Per le altre classi dimensionali la programmazione delle assunzioni segue due modelli: uno che punta sull’aumento delle assunzioni, l’altro che rallenta le uscite di personale. Emblematiche di queste due situazioni sono, da un lato, le imprese da 50 a 249 dipendenti e, dall’altro, quelle da 250 a 499 dipendenti, entrambe con un’attenuazione del saldo negativo di circa un punto percentuale (dal –1,9% al -1,0% le prime, dal -2,2 al -1,2% le seconde). Questo avviene perché la flessibilità e la capacità di cogliere (soprattutto sul fronte dell’export) con maggiore rapidità le opportunità legate all’avvio della ripresa internazionale delle imprese medio-piccole si contrappone alla necessità, per le aziende di più grandi dimensioni, di continuare sulla strada della riorganizzazione, con una forte attenzione al contenimento dei costi fissi.
Le maggiori difficoltà congiunturali vissute dalle piccole imprese si riflettono ampiamente sul sistema delle aziende artigiane, che dovrebbero registrare quest’anno un’ulteriore contrazione di personale pari al –3,2%, con una perdita complessiva, quindi, di quasi 49mila dipendenti.
E in questo ambito ancora maggior risonanza trova il problema del mismatch domanda-offerta di lavoro, visto che la difficoltà di reperimento segnalata da queste imprese è pari mediamente al 36% delle circa 98mila assunzioni non stagionali complessivamente previste, ma raggiunge quote superiori al 70% per alcuni profili ritenuti davvero introvabili, quali i montatori di infissi, parrucchieri e aiuto-parrucchieri, pavimentatori, meccanici e idraulici.

Le figure più difficili da reperire dalle imprese artigiane, per numerosità e regione
Valori assoluti arrotondati alle decine
Figura* Assunzioni
totali
previste Assunzioni difficili
da reperire % assunzioni
previste a
tempo
indeterminato Regione con maggiori
difficoltà di
reperimento e numero
di assunzioni "difficili"

N° %

Muratore 12.666 3.606 28,5% 75,0% Puglia (744)
Parrucchiere 1.720 1.279 74,4% 32,0% Lombardia (264)
Aiuto parrucchiere 1.118 904 80,9% 11,4% Lazio (392)
Elettricista 2.526 824 32,6% 50,5% Puglia (358)
Meccanico autoveicoli 997 727 72,9% 44,3% Lazio (173)
Installatore impianti elettrici 2.256 672 29,8% 45,0% Campania (281)
Idraulico 872 629 72,1% 42,4% Lombardia (192)
Montatore e riparatore serramenti e infissi 690 593 85,9% 87,4% Lazio (538)
Installatore impianti idraulici 1.675 562 33,6% 38,4% Abruzzo (173)
Manutentore caldaie 626 385 61,5% 26,4% Toscana (101)
Addetto lavorazione dei metalli 519 369 71,1% 46,2% Lombardia (91)
Impiantista civile 571 362 63,4% 42,2% Puglia (179)
Pavimentatore 458 353 77,1% 38,6% Piemonte (193)

* Sono state selezionate le figure che presentano almeno 350 assunzioni considerate di difficile reperimento, per una quota percentuale superiore al valore medio nazionale (26,7%).

Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2010

 

Ancora difficile la situazione del Mezzogiorno
A livello territoriale, Excelsior evidenzia un saldo tra ingressi e uscite leggermente meno negativo nelle ripartizioni del Nord Est e del Centro Italia (pari al -1,4%). Nel Nord Ovest la riduzione sarà invece di poco superiore alla media nazionale (-1,6%), mentre più distanziato resta il Mezzogiorno (-1,9%) dove minore è stato anche il miglioramento rispetto allo scorso anno. Scendendo ad un maggior dettaglio territoriale, sono infatti proprio le due regioni insulari quelle con la previsione di riduzione degli occupati più marcata (-2,3/-2,4% i rispettivi saldi di Sicilia e Sardegna), con punte superiori al -3% nelle province di Agrigento, Enna, Ragusa, Nuoro, Caltanissetta, Trapani e Sassari.
Riduzioni più accentuate della media nazionale si riscontrano comunque anche in altre 8 Regioni (Puglia, Marche, Calabria, Toscana, Umbria, Campania, Piemonte e Valle d’Aosta, Lombardia) e in 48 province, fra le quali Imperia, Latina, Teramo e Frosinone, con variazioni fra il -2,9 e il -3%. Sul versante opposto, mettono a segno risultati migliori (con una riduzione prevista dei posti di lavoro inferiore al punto percentuale) il Trentino Alto Adige, la Basilicata e il Lazio, nonché le province di Ascoli Piceno, Bolzano, Trieste, l’Aquila, Parma, Roma, Potenza, Trento, Grosseto, Isernia, Pescara, Verona e Venezia.

Movimenti e tassi occupazionali previsti dalle imprese nel 2010
Saldo tra entrate e uscite previste Tasso di crescita previsto Saldo tra entrate e uscite previste Tasso di crescita previsto
(v. a.)* (%)** (v. a.)* (%)**

PIEMONTE -15.480 -1,6 SIENA -1.250 -2,3
TORINO -7.730 -1,5 GROSSETO -210 -0,7
VERCELLI -870 -2,4 PRATO -1.010 -1,8
NOVARA -980 -1,2 UMBRIA -2.840 -1,7
CUNEO -1.570 -1,3 PERUGIA -2.270 -1,8
ASTI -660 -1,8 TERNI -570 -1,5
ALESSANDRIA -1.860 -2,0 MARCHE -6.120 -1,8
BIELLA -1.100 -2,7 PESARO-URBINO (2) -1.700 -2,1
VERBANO-CUSIO-OSSOLA -720 -2,5 ANCONA -2.540 -2,2
VALLE D'AOSTA -340 -1,2 MACERATA -890 -1,4
LOMBARDIA -40.940 -1,6 ASCOLI PICENO (3) -100 -0,3
VARESE -4.050 -2,0 FERMO -890 -2,6
COMO -2.540 -2,0 LAZIO -10.380 -0,9
SONDRIO -630 -1,8 VITERBO -990 -2,8
MILANO (1) -13.060 -1,2 RIETI -320 -2,1
BERGAMO -5.280 -1,9 ROMA -4.500 -0,5
BRESCIA -5.400 -1,7 LATINA -2.390 -2,9
PAVIA -1.750 -2,0 FROSINONE -2.180 -2,9
CREMONA -1.060 -1,6 ABRUZZO -3.460 -1,5
MANTOVA -1.370 -1,4 L'AQUILA -180 -0,4
LECCO -1.230 -1,6 TERAMO -1.740 -2,9
LODI -830 -2,1 PESCARA -440 -0,8
MONZA E BRIANZA (1) -3.750 -2,0 CHIETI -1.100 -1,4
LIGURIA -4.240 -1,4 MOLISE -440 -1,1
IMPERIA -870 -3,0 CAMPOBASSO -350 -1,2
SAVONA -1.080 -2,3 ISERNIA -90 -0,8
GENOVA -1.810 -1,0 CAMPANIA -11.470 -1,7
LA SPEZIA -470 -1,2 CASERTA -2.510 -2,7
TRENTINO ALTO ADIGE -1.130 -0,5 BENEVENTO -540 -1,9
BOLZANO -380 -0,3 NAPOLI -5.650 -1,5
TRENTO -750 -0,6 AVELLINO -1.420 -2,7
VENETO -18.110 -1,5 SALERNO -1.360 -1,1
VERONA -1.960 -0,9 PUGLIA -9.460 -1,9
VICENZA -4.120 -1,8 FOGGIA -640 -1,0
BELLUNO -810 -1,5 BARI -4.320 -1,9
TREVISO -4.990 -2,2 TARANTO -1.800 -2,4
VENEZIA -1.890 -0,9 BRINDISI -840 -1,9
PADOVA -3.150 -1,4 LECCE -1.850 -2,1
ROVIGO -1.210 -2,5 BASILICATA -720 -0,9
FRIULI VENEZIA GIULIA -4.060 -1,5 POTENZA -300 -0,6
UDINE -1.550 -1,3 MATERA -420 -1,8
GORIZIA -360 -1,2 CALABRIA -3.140 -1,7
TRIESTE -220 -0,4 COSENZA -860 -1,3
PORDENONE -1.930 -2,6 CATANZARO -570 -1,4
EMILIA ROMAGNA -15.400 -1,4 REGGIO CALABRIA -1.230 -2,5
PIACENZA -1.050 -1,7 CROTONE -310 -2,0
PARMA -570 -0,5 VIBO VALENTIA -180 -1,2
REGGIO EMILIA -1.900 -1,4 SICILIA -12.560 -2,4
MODENA -3.080 -1,7 TRAPANI -1.270 -3,0
BOLOGNA -3.350 -1,2 PALERMO -2.190 -1,6
FERRARA -1.520 -2,4 MESSINA -1.780 -2,4
RAVENNA -1.400 -1,6 AGRIGENTO -1.140 -3,6
FORLI'-CESENA -920 -1,0 CALTANISSETTA -900 -3,1
RIMINI (2) -1.620 -2,1 ENNA -490 -3,5
TOSCANA -13.010 -1,7 CATANIA -2.550 -2,1
MASSA -920 -2,8 RAGUSA -1.250 -3,5
LUCCA -2.060 -2,6 SIRACUSA -1.010 -2,1
PISTOIA -1.230 -2,5 SARDEGNA -5.110 -2,3
FIRENZE -2.840 -1,2 SASSARI -2.020 -3,0
LIVORNO -850 -1,3 NUORO -850 -3,2
PISA -880 -1,0 CAGLIARI -1.940 -1,7
AREZZO -1.740 -2,5 ORISTANO -300 -2,0

NORD OVEST -61.000 -1,6
NORD EST -38.700 -1,4
CENTRO -32.340 -1,4
SUD E ISOLE -46.360 -1,9
TOTALE ITALIA -178.390 -1,5

* Valori assoluti arrotondati alle decine. A causa di questi arrotondamenti, i totali possono non coincidere con la somma dei singoli valori.
** I tassi di variazione sono calcolati sulla base dei saldi occupazionali non arrotondati.
(1) Con la legge del 9 dicembre 2009 la provincia di Monza e Brianza ha incorporato 5 nuovi comuni prima appartenenti alla provincia di Milano.
(2) Con la legge del 3 agosto 2009 è stata disposta l'aggregazione alla provincia di Rimini di 7 comuni prima appartenenti alla provincia di Pesaro e Urbino
(3) Esclusi i comuni appartenenti alla provincia di Fermo.

Fonte: Unioncamere - Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2010

 

 

Data di pubblicazione: 03/08/2010 16:34
Data di aggiornamento: 20/06/2012 16:38