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Rieti Camper Club: Focus su turismo itinerante, sostenibile e sociale

Si è svolto presso la Camera di Commercio di Rieti il workshop “Turismo itinerante: fattore di crescita per la tutela dell’ambiente e parte integrante del turismo sociale” organizzato dal Rieti Camper Club e dall’Ente camerale di Rieti in collaborazione con la Federazione nazionale A.C.T. Italia (Associazione Campeggiatori turisti d’Italia), Aics (Associazione Italiana Cultura Sport), FITuS-Reti del turismo sociale, il Club del PleinAir.

L’incontro è stato di introduzione ad un importante evento turistico che interesserà il nostro territorio, il 35° Raduno Europeo di Camper che si svolgerà a Rieti dal 13 al 22 giugno p.v. organizzato dal Rieti Camper Club e che sta portando sul territorio provinciale circa 600 camperisti provenienti da tutta Europa. Un’occasione importante per promuovere in maniera coordinata, condivisa e duratura, con il massimo coinvolgimento delle comunità e degli operatori locali, lo sviluppo del turismo itinerante, sostenibile e sociale sul territorio provinciale.

Il seminario - introdotto dal presidente della Camera di Commercio di Rieti, Vincenzo Regnini e dal presidente del Rieti Camper Club, Giampietro Spadoni – ha visto gli interventi di Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali, Bruno Molea, vicepresidente Oits (Organizzazione internazionale turismo sociale) e presidente Aics, Benito Perli, presidente nazionale Fitus (Federazione italiana turismo sociale), Pasquale Zaffina, presidente Actitalia (Associazione campeggiatori turisti d’Italia), Raffaele Iannucci, direttore editoriale di PleinAir e Diego Di Paolo, dell’Associazione Amici del Cammino di Francesco. Presenti anche i rappresentanti delle istituzioni locali tra cui l’assessore alle Attività sportive Marzio Leoncini per il Comune di Rieti, l’assessore provinciale al Turismo, Alessandro Mezzetti, l’assessore comunale alla Gestione dei Beni culturali, Gianfranco Formichetti.

Nel corso del dibattito è emersa la necessità, condivisa dai rappresentanti del mondo politico ed economico intervenuti, di creare strutture ricettive (tra cui aree di sosta attrezzate per camper, campeggi) finora assenti o limitatamente presenti nel territorio provinciale, in grado di rendere questo segmento turistico una leva di sviluppo locale.

Secondo uno studio di Isnart e Unioncamere relativo al 2010, “le imprese ricettive italiane sembrano molto attente, sia dal punto di vista ambientale che sociale e potrebbero fare di questa sensibilità una risorsa adatta a rivolgersi a specifiche nicchie di turismo”.

“Se le imprese si dimostreranno in grado di costruire un’offerta completa, fatta di servizi specializzati, la sensibilità verso l’ambiente o la predisposizione all’accoglienza di clientela con esigenze speciali, - prosegue l’indagine - possono, infatti, trasformarsi in opportunità di diversificazione dell’offerta e quindi, affiancarsi alla più classica specializzazione per prodotto”.

In merito al turismo sociale e associato, tale circuito genera più di 2,1 milioni di vacanze, pari al 2,2% del totale vacanze degli italiani. All’interno di questo, un ruolo decisivo viene svolto dalle scuole (27,5%), dai circoli e dalle associazioni culturali (17,8%) e dalle organizzazioni religiose (17,4%). Il 36,9% delle vacanze viene speso all’estero, dove preferite sono le mete di turismo culturale e balneare (Spagna, Germania e Francia i principali Paesi di destinazione), mentre per quelle trascorse in Italia le scelte si orientano verso una fruizione diversificata del nostro territorio, includendo anche la montagna e le vacanze di turismo rurale (Toscana, Sicilia e Puglia le mete preferite).

In termini di giro d’affari, ciò significa una spesa di 1 miliardo e 171 milioni di euro circa (1,9% dei consumi totali dovuti al turismo nell’arco del 2010), in media di 553 euro a soggiorno. La maggior quota di spesa è imputabile alle scuole (29,4%) e ai circoli e alle associazioni culturali (26,4%).

Altro interessante aspetto di analisi è quello relativo alle caratteristiche della domanda turistica che si rivolge a questo circuito.

Quello che era tradizionalmente inteso come un turismo ad appannaggio del segmento senior, si va configurando come un turismo che coinvolge appartenenti a tutte le diverse classi di età, con una maggiore rappresentatività dei giovani con al più 34 anni (15-34 anni, 43,8%) in piena attività lavorativa.

Se questo suggerisce ancora qualche ulteriore riflessione sulle nuove dinamiche che vanno coinvolgendo gli interi andamenti turistici, e conseguentemente il turismo sociale e associato, quest’ultimo si configura come un motore in grado di conferire una spinta propulsiva a talune forme di turismo, tra cui quello religioso, ma soprattutto contribuisce alla valorizzazione e ad una fruizione articolata dei territori.

Da un lato, la ricerca di spiritualità, la fede e la pratica dei pellegrinaggi ben si coniuga con la ricerca di un’autenticità che trova nel contatto con la natura (19,5%) una motivazione forte.

Dall’altro, le esperienze di vacanza riflettono un modo attivo di vivere i luoghi e il territorio, attraverso cui il territorio stesso assurge a protagonista delle vacanze di turismo sociale e associato. Infatti, la scoperta della cultura locale viene indicata dal 33,6% dei vacanzieri; parallelamente, la conoscenza delle tipicità enogastronomiche (41,9%) e delle tradizioni locali diventano occasione per conoscere la gente del posto (25,7%) e fare shopping (26,5%), passeggiando (41,3%) alla scoperta delle bellezze artistiche e monumentali (47,6%).

L’Ufficio Stampa

 

Data di pubblicazione: 13/06/2011 13:04
Data di aggiornamento: 14/06/2012 13:06