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Rieti: questo riordino degli enti territoriali non ci piace

Il Presidente delle Camera di Commercio di Rieti, Vincenzo Regnini, interviene sulla questione dell’abolizione della Provincia e di numerosi Comuni del Reatino esprimendo la contrarietà dell’Ente all’ipotesi prospettata.

“Ritengo che le modifiche all’architettura che garantisce la presenza dello Stato a livello territoriale non possano essere figlie di misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria; da sempre il mondo delle imprese chiede a gran voce una diversa articolazione della macchina pubblica ma questo processo dovrà avvenire in maniera partecipata, passando attraverso una profonda rivisitazione delle competenze e delle procedure che riguardano il sistema produttivo e del lavoro.

“Se il tema non sarà affrontato nella sua globalità assisteremo alla progressiva marginalizzazione delle imprese del territorio reatino, costrette a misurarsi con crescenti oneri e con minori capacità competitive.
La gravità della situazione economica mondiale e le contingenze proprie del nostro Paese hanno imposto scelte condizionate dalla necessità e dall’urgenza; ma altrettanto nitido è come l’approccio tendente alla rivisitazione della maglia istituzionale locale abbia generato un “mostro” che rischia di travolgere le aree deboli del nostro Paese (tra queste il Reatino) senza per altro contribuire alla causa del rilancio dell’economia nazionale. Sotto il profilo meramente contabile, infatti, la decretata anticipazione del riordino dell’assetto pubblico nei livelli provinciale e comunale, farebbe valere i suoi primi tiepidi effetti dopo il 2014 (anno in cui la più parte delle Amministrazioni Provinciali andrà al rinnovo) cosa che contraddice il carattere d’urgenza posto a fondamento del decreto, così come appare altrettanto evidente che l’impatto del volume del risparmio generato – intervenendo sulle cosiddette piccole Province e sui Comuni con meno di 1000 abitanti - una volta a regime, avrebbe comunque limitatissimi effetti sulla bilancia pubblica. Senza entrare nella valutazione dell’impatto sociale che la manovra presentata al Parlamento andrebbe ad arrecare, che lascia intuire effetti pesantissimi a livello territoriale.

Il Decreto Legge 138 giunge quanto mai inopportuno anche in relazione degli sforzi che l’intero territorio reatino sta producendo sul versante di una sorta di autoriforma che, in maniera certamente meno cruenta, può raggiungere ben più efficaci risultati, puntando sul protagonismo delle comunità locali. Il riferimento va alla gestione condivisa degli Sportelli Unici per le Attività Produttive che vede oltre cinquanta comuni della nostra provincia che si sono ritrovati insieme alla Camera di Commercio nel voler dare una risposta in termini di tempo, semplificazione e certezze procedurali, all’insegna di una reale maggior efficienza, unicamente orientata all’interesse del sistema produttivo. E come sottacere l’ormai definitivo varo del Distretto della Montagna, voluto dalla Camera di Commercio e dal territorio quale strumento di confronto delle comunità locali nella gestione condivisa di politiche e servizi e particolarmente opportuno per aree interne quali quelle della nostra provincia. Due esempi virtuosi che cito perché coinvolgono in prima persona la Camera di Commercio ma che si affiancano ad altrettanto encomiabili iniziative che vedono Amministrazione Provinciale e Comuni lavorare fianco a fianco ed in maniera bipartisan in società costituite per offrire servizi ai cittadini del nostro territorio.

La conversione del Decreto produrrebbe enormi danni tanto da legittimare il ricorso alla tutela giurisdizionale, che se dovesse materializzarsi – in evidente presenza di fondatissimi presupposti di accoglibilità - rappresenterebbe un pesante insuccesso per la Politica che si auspica, saprà trovare, nel dibattito parlamentare, quegli spazi per tornare a trattare la materia, magari svincolandola dall’urgenza delle misure di stabilizzazione e sviluppo, delle quali il nostro Paese responsabilmente non può fare a meno. Deve essere comunque chiaro a tutti noi che ormai nulla sarà più come prima e l’auspicato stralcio della materia del riordino non potrà essere considerato che per il suo reale valore, cioè il prodromo ad un serrato confronto che dovrà farci approdare all’appuntamento delle elezioni amministrative del 2014 con un assetto istituzionale radicalmente modificato, non solamente in ragione di una diversa articolazione territoriale ma anche e soprattutto in una logica di riordino funzionale e delle competenze, più orientate al sociale ed al mondo della produzione e del lavoro.

Elemento tutto particolare, infatti, riguarda il rapporto che si dovrà realizzare tra Rieti e l’area metropolitana della Capitale che già dal 2013 determinerà una nuova distribuzione di territori e popolazioni, lasciando intuire una dimensione demografica e di superficie dall’area reatina ben superiore ai limiti che il Decreto Legge fissa come soglia di sopravvivenza.

Responsabilità e non gattopardismi. Di questo hanno bisogno tutti i cittadini, le imprese e i lavoratori di un Paese che sta festeggiando, con orgoglio, i suoi centocinquanta anni di una storia tesa ad unire, sotto il solo tricolore, territori che ci raccontano di comunità laboriose che, con sacrificio indistinto, hanno contribuito a far grande l’Italia.

Le difficoltà dei tempi rendono il quotidiano una sfida che per molti versi trasforma imprenditori, lavoratori e cittadini in veri e propri eroi. Come Istituzione vorremmo continuare ad offrire il nostro contributo, certamente mettendoci in discussione, con l’intento di migliorare la qualità del nostro agire. Per fare questo chiediamo di poter avere pari opportunità!”

L’Ufficio Stampa

 

Data di pubblicazione: 20/08/2011 12:46
Data di aggiornamento: 14/06/2012 12:48