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Cos'è la Mediazione
La mediazione è una procedura alternativa di risoluzione delle controversie che viene offerta alle imprese ed ai consumatori.
Il tentativo di risoluzione amichevole della controversia viene guidato da una terza persona, il mediatore, soggetto imparziale, indipendente ed esperto, di comprovata esperienza professionale e con qualifica specifica in materia di mediazione. Suo compito è quello di far comunicare le parti ed indirizzarle al fine del raggiungimento di un accordo che soddisfi entrambe. 
 
I vantaggi della mediazione
• Semplicità del procedimento che viene gestito senza particolari formalità
• Rapidità dei tempi di soluzione
• Costi contenuti e predeterminati: i costi sono inferiori a qualsiasi altra procedura giudiziale e predeterminati (vedi il tariffario)
• Riservatezza della procedura: i mediatori, le parti e tutti coloro che intervengono all’incontro non possono divulgare a terzi i fatti e le informazioni apprese nel corso del procedimento di mediazione. Le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite nel corso del procedimento non possono essere utilizzate nel giudizio avente il medesimo oggetto anche parziale, iniziato, riassunto o proseguito dopo l’insuccesso della mediazione, salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni. Sul contenuto delle stesse dichiarazioni e informazioni non è ammessa prova testimoniale e non può essere deferito giuramento decisorio.
 
Mediazione obbligatoria
Dal 21 marzo 2011 è entrata in vigore la disciplina sulla mediazione contenuta nel decreto legislativo n. 28 del 2010, che prevedeva il ricorso obbligatorio alla mediazione quale condizione di procedibilità all’azione giudiziaria per una consistente frazione del contenzioso civile.
Il tentativo di mediazione era quindi obbligatorio per le seguenti materie: diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento danni da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari.
Dal 21 marzo 2012 l’obbligatorietà del tentativo è stata estesa anche alle materie del condominio e della responsabilità civile derivante da circolazione dei veicoli (Legge 26.02.2011 n. 10, di conversione del decreto “mille proroghe” - D.L. 29.12.2010 n. 225).
La Corte Costituzionale con la sentenza n. 272 del 24.10.2012, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 12.12.2012, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 28/2010 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione.
Successivamente il D.L. 69/2013, convertito nella Legge 98/2013, (artt. 84 e 84bis) ha reintrodotto, a partire dal 20 settembre 2013 e per un periodo sperimentale di quattro anni, la mediazione quale condizione di procedibilità per le seguenti materie: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno da responsabilità medica e, in aggiunta, sanitaria, risarcimento del danno da diffamazione con mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.
Rimane escluso dalla condizione di procedibilità il risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti.
 
La mediazione obbligatoria è stata reintrodotta con le seguenti novità:
a) Competenza territoriale: la presentazione della domanda va effettuata presso un organismo avente sede nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia.
b) Durata del procedimento: la durata massima della procedura dovrà essere di tre mesi anziché quattro.
c) Incontro di programmazione: è previsto un primo incontro preliminare entro 30 giorni dal deposito della domanda, in cui il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione, invitando le parti ad esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione. Se tale incontro si conclude con un mancato accordo a proseguire la mediazione, nessun compenso è dovuto all’organismo di mediazione.
d) Assistenza obbligatoria: le parti dovranno obbligatoriamente essere assistite da un avvocato nel corso di tutta la procedura di mediazione.
e) Efficacia esecutiva: nel caso in cui tutte le parti aderenti alla mediazione siano assistite da un avvocato, l’accordo di mediazione sottoscritto dalle parti e dai loro avvocati costituirà titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. In tutti gli altri casi l’accordo potrà essere omologato su istanza di parte con decreto del Presidente del tribunale.
f) Avvocati mediatori di diritto: gli avvocati iscritti all’albo saranno di diritto mediatori, ma dovranno comunque seguire un percorso formativo in materia di mediazione oltre che percorsi di aggiornamento teorico-pratici. A tal proposito si precisa che gli Organismi di mediazione possono in ogni caso autoregolamentare l’accesso di mediatori alle loro liste.
g) Mediazione per ordine del Giudice: nella nuova formulazione dell’art. 5, comma 2, D.Lgs 28/2010 viene affidato un nuovo e più incisivo ruolo al giudice il quale sarà in grado di vincolare le parti e potrà ordinare che le stesse diano l’avvio ad un procedimento di mediazione. In qualunque momento – prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ed anche in sede di giudizio di appello – valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, il giudice potrà disporre l’esperimento della mediazione, che in tal caso diverrà condizione di procedibilità della domanda. La fattispecie “mediazione disposta dal giudice” viene così integralmente assimilata ai fini della procedibilità (anche se con un giudizio ex post o, meglio, fondato su una condizione di improcedibilità sopravvenuta rispetto all’avvio del processo) alla “mediazione obbligatoria ex lege” (art. 5, comma 1-bis, Dlgs 28/2010).
 
Agevolazioni fiscali:
1. Esenzione imposta di registro: il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di € 50.000, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente.
2. Credito d’imposta: in caso di successo della mediazione è riconosciuto alle parti un credito d’imposta commisurato all’indennità stessa, fino a concorrenza di € 500,00; in caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta è ridotto della metà.
 
Il d.lgs. 28/2010 fa salva l’applicazione delle disposizioni che già disciplinavano i procedimenti obbligatori di conciliazione e di mediazione comunque denominati, in particolare:
• in materia di telecomunicazioni (delibera n.173/07/CONS e relativo regolamento);
• in materia di subfornitura (legge 18/06/1998, n. 192).
 
 
 
Data di pubblicazione: 13/06/2012 11:46
Data di aggiornamento: 10/08/2021 17:25